Contenuti: OPERA

Francesca Pasquinucci

poesia

PICCOLA STORIA DI UNA BICICLETTA


Ho perso le mie poesie
mentre andavo in bicicletta,
io correvo correvo
verso l’avanti
mentre loro cadevano cadevano
verso l’indietro.
Ma come, son già le ventitré
che giusto poco fa
era più presto?!
Ma voltandomi
mi accorsi che non c’eran più
e dopo un attimo
di sconforto pensai
che invece bisognava ridere
perché mentre io sfidavo
il vento coi capelli
loro quel vento
lo avevano ammaestrato,
e volando in su e in giù
sopra la testa della gente
e i tetti delle macchine
esaudivano il loro
più grande desiderio
di far voltare tutto e tutti
verso l’alto e verso i loro versi.
Così mentre parlavo col vento
plasmavo il mio sorriso
al pensiero che il mondo
andava più lento di me
e stava più in basso delle mie poesie.
Intanto son le ventiquattro,
o le zero zero punto zero zero,
mentre il giorno cambia nome
e la mia bicicletta
non sa che ore sono
perché ha perso l’orologio
verso l’indietro
durante la gara
del chi arriva prima
al di là del sole
e vince,
perché anche al di là del sole
vede la luce.
E dopo una vita
passata a sentir storie di biciclette
che han creato la geografia
direi che chi ha avuto il coraggio
di solcare il vento
non ha bisogno né di orologi
né di ore.


Premio letterario Versilia Giovani 2009