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poesia
LA MIA MACCHINA HA IL SERVOSCHERZO
La mia macchina
ha il servoscherzo
che è l’ultima grande invenzione
dell’industria
automobilistica.
Il bello del servoscherzo
è che non si sa mai
dove si va:
io giro a destra
ma la car il più delle volte
va a sinistra.
L’altro giorno
volevo andare a Roma
ma ad un tratto mi è apparsa
la torre Eiffel,
e dopo un secondo svoltavo
al Muro del Pianto
che piangeva perché la mia 500
sgassava
e di paura tremava
il povero muro.
E poi di corsa ad Honk Kong,
e a scappar dagli orsi del Polo Sud,
a ballare un valzerino viennese
e a montare un armadio otto ante
della ditta svedese.
Ho provato a dirgli
che deve fare come dico io
ma mi ha risposto
zitta
e pigia l’accelleratore!
Il servoscherzo
è l’aggeggio per chi ha la mente
aperta,
che se arriva nel posto sbagliato
non si lamenta
ma coglie l’occasione
per scoprire l’oro
delle altre culture
di questa terra
ma anche delle galassie vicine
perché lui non gira solo
in qua e là,
ma vola anche
in su e in giù,
creando terreno fertile
alla fantasia,
lasciandoci sopra
l’orma delle ruote
della sua macchina,
come il piede di Armstrong
sulla Luna.
Premio letterario Versilia Giovani 2009