Contenuti: OPERA
Narrativa
SORDO
Uno degli dei del pantheon aveva deciso di togliergli l’udito e per questo l’aveva chiamato ad udienza e stava cercando di comunicarglielo nel modo più crudele possibile ritto nel suo camice bianco.
Quando uno perde il dono dell’udito non va a pensare che non sentirà mai più il suono di una flatulenza, di un martello pneumatico o del raschio di un vecchio che si prepara a scatarrare, ma pensa alla musica e alla voce delle persone, come farà a tenere dentro sé il suono delle voci dei suoi cari senza tradurlo con la voce che ha il suo pensiero? Pensava e ripensava che aveva posseduto le melodie vocali solo nel momento in cui esse arrivavano dritte al suo orecchio, il suo cervello non aveva certo la stessa voce di Lei. E i sospiri, gli affanni… certamente tutto questo avrebbe cambiato anche la sua vita sessuale e come avrebbe fatto a sentire l’intensità del rutto pronto ad uscire dalla bocca?
Non vi sarebbe stata più alcuna ironia quando uno alla solita festa avrebbe attinto all’elio.
La voce del dio andava scemando come quando s’abbassa il volume con il telecomando. Silenzio.
Premio letterario Versilia Giovani 2009