Contenuti: OPERA
Laerte Neri
Narrativa
Premio letterario Versilia Giovani 2009
Narrativa
La primavera è arrivata
La primavera è arrivata. Una bimba stampa un bacio sulla guancia a un bimbo. Il bimbo le corre dietro, ridendo. Si rincorrono per via Mazzini. Il paese è festoso, nonostante sia lunedì. Sbocciano fiori, margherite rigogliose sul balcone di una signora e ciclamini profumati nel bancone di fronte, a far concorrenza. Le commesse chiacchierano sulla soglia dei negozi d'abbigliamento, il postino le guarda dimenticandosi di consegnar le lettere. Un venticello leggero attraversa la strada, annuncia che l'aria serena della primavera è arrivata, e si ferma sul portone del Liceo Scientifico “Galileo Galilei”. Oggi ogni cosa troverà il suo posto. Oggi è il ventun marzo e io fermerò Chiara all'uscita di scuola. Questo pensa Luca Camai guardando fuori dalla finestra della sua aula. Le chiederò di uscire, le regalerò una rosa. Sorride Luca Camai, e si inebria dell'aria che inonda tiepida la classe. Si dimentica però qualcosa. Uno starnuto non basta per ricordaglielo. Ce ne vogliono cinque, sei, sette, otto... “Sarai mica allergico al polline?” Chiede la professoressa Tenuti. Luca alza la faccia dal banco, ha lo sguardo inebetito. Il suo naso è rosa scuro. “Cobe?” Chiede Luca, che sogna fiori di ciliegio e danze insieme alla sua bella. La professoressa ride, e come lei i compagni di classe. “Dicevo: sarai mica allergico al polline Camai?”. Il suo volto si fa serio “do do, mio padre è allergico, ba a be non hai bai dato...”. Uno starnuto lo interrompe. Maledetta primavera. Di fronte allo specchio, a soffiarsi il naso, Luca non può e non deve farsi scoraggiare: con questo naso sembro un clown... o un alcolista... Senti Chiara, perché non andiamo a farci un goccio? Ecciù! Ci vorrebbero degli antistaminici, quelli che usa mio padre. Ecciù! Tutta colpa sua, come sempre. Ma non importa. Oggi è il giorno, non si può rimandare. Magari la farò ridere, magari questo mio handicap farà si che.... Driiin! Ogni passo verso il portone che conduce fuori dalla scuola è un batticuore. La terza bi ancora non è scesa. Tum-tum. Due ragazze gli passano accanto, squittiscono e ridono guardando verso di lui. Che avete da ridere? Quattro di prima, con delle cartelle immense gli sfilano davanti agli occhi. Parlottano veloci e stanno tutti attaccati. Sembrano tartarughe in fuga. E poi ecco che intravede la terza bi. Sono sulle scale, stanno scendendo. Tum-tum. Gli si fa incontro quella montagna di Rovati. Tum-tum. Gli da due pacche sulle spalle, conducendolo fuori dal portone. “Piano! Don sto danto bene...”. Rovati ride, si passa una mano sui folti capelli scuri “Non vorrai saltar l'allenamento di oggi pomeriggio, Camai?”. L'allenamento! E chi si ricordava dell'allenamento... “Do, droverò il modo di esserci!”. “Bene”, esclama col vocione Rovati e poi si dirige a passi svelti verso il suo scooter, un macigno nero con la marmitta truccata. Luca è fuori dal portone. E dal portone fuoriesce una valanga colorata. Marco Forti, Martina Brighi, Non lo so, Non lo so, Lucia Sernesi, Non lo so, Tommaso Prati, Chiara Leggeri... Chiara Leggeri! E' lei. Chiara Leggeri sta masticando un chewing gum mentre ascolta Tommaso Prati. Tum-tum. Luca si vorrebbe avvicinare ma le gambe sono diventate due piloni di cemento. Deve fare appello a tutta la sua volontà per costringersi ad avanzare nella sue direzione. Ogni passo un respiro, ogni passo un battito. Tum-tum. Tommaso le da una spinta. Lei perde un fazzoletto. Le è caduto il fazzoletto! Le gambe di Luca si fanno leggere, il corpo si protende verso il fazzoletto, scarta un paio di motorini, danza intorno ad un palo della luce e s'abbassa. Raccoglie il fazzoletto ed alza lo sguardo. Sono pronto. E' a due passi da Chiara. “Di è cadudo il fazzoletto.”. Chiara si gira, è abbracciata a Tommaso che le cinge la vita. Che ci fanno abbracciati? “Come dici Luca?” Le chiede Chiara, con la voce piena di gioia. Luca riesce solo a dire: “Il fazzoletto”. Chiara si libera della presa di Tommaso, gli va incontro e lo prende. Mostrandogli tutti i denti, e anche un pezzetto di chewing gum sorride “Grazie”. Luca non riesce a dire niente, si gira, vorrebbe correre via, vorrebbe non esser lì. Cammina normalmente, si ripete. Una mano da dietro la afferra. E' Chiara, il suo profumo di chewing gum alla fragola. “Luca, tutto bene. Hai gli occhi lucidi, e il naso rosso”. “Dutto bede, ho l'allergia...”. Sogna di afferrarla per la vita, di tirarla a sé, e di baciarla forte sulla bocca rosa. “Devo addare” Dice. Chiara lo saluta agitando il fazzoletto. Tommaso le è di nuovo accanto, la bacia sul collo. Luca monta in sella alla sua bicicletta. “Baledetta pribavera”, ripete fra i denti. Preme sui pedali e schizza via. Intorno a lui piovono fiori e nevica polline. Gli occhi lucidi di Luca perdono una lacrima. Scivola via dal suo volto, posandosi sull'erba appena nata del cortile della scuola. Stupida allergia. Gli alberi sono in fiore. Luca fa lo slalom fra i motorini e le macchine ferme all'uscita, e preme sui pedali più forte che può. Un venticello leggero gli asciuga il viso, e annuncia che si, non è uno scherzo, la primavera è arrivata.Premio letterario Versilia Giovani 2009