Contenuti: OPERA
poesia
ZINGARO
La spuma impreziosisce con perle le vergini rocce
che si stagliano verso l’orizzonte brumoso di questo autunno.
A flotte le rondini cercano un nido
che le culli fino al risveglio caldo delle membra
odorose di mandorlo in fiore.
Tutto è rugginoso,
gli alberi piangono foglie,
rimandano alla terra ciò che rimpiangono della vita,
la linfa che li rendeva lucenti sfidanti il sorriso malizioso del sole.
Il viale è un insieme di lampioni che,
come uomini,
chinano scoraggiati la testa al tramonto delle speranze rifuse nel domani.
Un lamento triste pervade l’aria umida,
un cane saluta un auto che va,
un altro padrone lasciato randagio,
il collare della frenesia ha trovato il guinzaglio nell’indifferenza.
Che rimane del tempo che fu,
l’anima vagante dei ricordi,
che con le mani increspate di seta
accarezza le valigie di un altro che si ritira dalla vita,
gravato dei momenti vissuti.
Arrivederci zingaro,
la tua foto prende il posto nell’album ingiallito delle epoche,
immagine nitida di una voce urlata nel vento,
sentimento di un angoscia sorda
per essere stati e diventati ormai polvere negli occhi.
Premio Letterario 2008