Contenuti: OPERA
Narrativa
''IL SIGNOR GRAPPA DI RISO''
Il Signor Grappa di Riso ricevette una vacanza-premio per la nascita del suo secondogenito, fu subito accompagnato all’aeroporto del suo paesello da un paio di gentili ufficiali del reparto Pinne di Pescecane. L’unica cosa che dispiaceva al Signor Grappa di Riso è non aver potuto salutare la sua cara Nuvoletta di Drago e i piccoli Wonton Fritto e Shaomai di Gamberi, ma gli veniva offerta la grande opportunità di vivere per sempre in Europa, libero ma con una cavigliera che non avrebbe mai dovuto togliersi.
Il Signor Grappa di Riso decise di fermarsi in Ungheria dove trovò subito il lavoro al quale aspirava da tutta la vita: lo sguattero in una bettola di quart'ordine che da quelle parti preferivano chiamare “bordello”. La paga non era male: 2 etti di salame ungherese a settimana. Non aveva mai provato il salame, nel suo paesello non esisteva, nella Capitale chissà. S’innamorò subito del salame e sperperò la sua prima paga nel giro di pochi minuti, la vita sembrava essere molto cara in Europa.
Il Signor Grappa di Riso, quando tornava a casa dal lavoro (allegro come un gamberetto affogato nella salsa di soja) era solito chiamare Nuvoletta di Drago (era innamorato e gli mancava tremendamente pucciare il suo involtino). Ma un giorno iniziò a dimenticarsi della bella moglie a causa della propria avidità. Non voleva apparire avido agli occhi del suo buon datore di lavoro, ma sentiva la necessità di saperne di più sul salame e sulla cultura europea.
“Perché lo chiamate ungherese se siamo in Ungheria? Mi spiego: mica dite ARIA UNGHERESE, CULO UNGHERESE, MAMMA UNGHERESE, cioè mica dite UNA MAMMA UNGHERESE HA FATTO ARIA UNGHERESE DAL SUO CULO UNGHERESE…”
“Sai, caro SGUATTERO STRANIERO”
“Che belle parole SIGNOR UNGHERESE”
“Chiudi il becco! Sai il salame non esiste solo in Ungheria, esiste anche nella Repubblica di Felino, nella Repubblica di Contadino, nella Repubblica di Nostrano, nella Repubblica di Chorizo, nella Repubblica di Pepperoni, nello Stato Libero di Finocchiona ed in molti altri posti”
“Dove posso trovare il SALAME UNGHERESE DI FINOCCHIONA per esempio?”
“Da nessuna parte”.
Alcuni minuti dopo il noto puliscicessi Goulash richiamò l’attenzione del Signor Grappa di Riso con un discreto rutto in lingua locale: “Buuuuuuwwwwzzzpah!!! Ho saputo che ti interessano i salami dei paesi stranieri”
“Sì, ma temo che in Europa non ci sia la mafia che fa certe spedizioni…”
“Se tu pulisci i miei cessi quando il capo non c’è ti faccio arrivare tutti i salami che vuoi… Un’altra cosa: hai una foto di tua moglie?”
“Sì, guarda”
“Oh bene, allora ti faccio un ulteriore favore: domani prendo le ferie, tu mi procuri un volo e io vado a portare tue notizie a tua moglie e soprattutto tanto, ma tanto SALAME UNGHERESE”
“Sei gentilissimo, non saprei come sdebitarmi, mi hai offerto il tuo lavoro gratis, porti il SALAME UNGHERESE a Nuvoletta di Drago e mi fai arrivare i salami dall’estero”.
Tutto filò bene in quella settimana: il capo gli concesse di pulire i gratis per tre ore tutti i giorni, gli arrivarono i salami dagli altri paesi e sentì la moglie entusiasta del SALAME UNGHERESE al telefono.
Adesso il Signor Grappa di Riso è l’uomo più felice del mondo: è dipendente dal salame, pieno di debiti, pieno di brufoli, lavora diciannove ore al giorno e il suo caro amico Goulash si è trasferito a casa sua.
Premio Letterario 2008